Una ricerca corale di Marina Caneve, Luca Capuano, Mario Cresci e Armin Linke indagherà l’identità dell’Istituto, mettendo in dialogo fotografia, tecniche calcografiche, patrimonio storico e linguaggi contemporanei.
L’Istituto Centrale per la Grafica è tra i vincitori di Strategia Fotografia 2026, l’avviso pubblico promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea – Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura – per sostenere progetti di acquisizione, committenza e promozione della fotografia e del patrimonio fotografico italiano.
Giunto alla sua sesta edizione, l’avviso mette a disposizione un finanziamento complessivo di 2 milioni di euro, destinato a incrementare le collezioni pubbliche, sostenere nuove produzioni fotografiche e rafforzare la conoscenza e la visibilità della fotografia italiana anche a livello internazionale.
Il progetto selezionato, “DEVICE. Il museo come dispositivo narrativo” propone un’indagine corale sull’identità dell’Istituto Centrale per la Grafica, considerato come un organismo complesso nel quale funzioni museali, conservative, archivistiche e produttive si incontrano e si alimentano reciprocamente.
I quattro autori coinvolti — Marina Caneve, Luca Capuano, Mario Cresci e Armin Linke — svilupperanno un lavoro unitario che, attraverso differenti linguaggi e prospettive, interrogherà le opere, gli spazi, le tecniche, i processi e i saperi custoditi dall’Istituto.
La prima fase del progetto prevede una residenza presso l’Istituto, durante la quale gli artisti entreranno in relazione diretta con le collezioni, gli archivi, i laboratori e le professionalità dell’Istituto. La ricerca esplorerà l’ibridazione tra fotografia e tecniche grafiche, facendo dialogare tecnologie digitali e antichi procedimenti calcografici per generare nuove configurazioni visive.
Centrale sarà il rapporto tra patrimonio storico e linguaggi contemporanei, sviluppato anche con il contributo del designer della comunicazione Jonathan Pierini, che lavorerà insieme agli autori alla progettazione di sistemi di segni capaci di mettere in relazione i materiali d’archivio con le opere prodotte.
Particolare attenzione sarà dedicata al tema del multiplo, affrontato nelle sue implicazioni formali e teoriche attraverso i concetti di riproducibilità, serialità e variazione. In una fase storica nella quale la produzione e la circolazione delle immagini sono profondamente trasformate dal digitale e dall’intelligenza artificiale generativa, il progetto individua nell’ICG un luogo privilegiato per riflettere criticamente sui processi di costruzione, riproduzione e interpretazione dell’immagine.
La restituzione finale comprenderà manufatti sperimentali analogici e digitali, sviluppati nel corso del processo di ricerca e produzione. Il progetto sarà inoltre documentato attraverso un concept book, realizzato in 500 copie e distribuito sul territorio nazionale, che raccoglierà le opere dei quattro autori e contributi storico-critici dedicati alla fotografia e alla ricodificazione contemporanea del patrimonio.
Sono previsti anche quattro public talk, aperti al pubblico e fruibili in presenza e da remoto, che si svolgeranno presso l’Istituto Centrale per la Grafica, il MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia di Cinisello Balsamo, Villa Pignatelli a Napoli e l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
Nella sede parigina sarà inoltre realizzato un evento espositivo collegato al progetto, programmato in concomitanza con Paris Photo 2027, per valorizzare l’iniziativa in uno dei principali contesti internazionali dedicati alla fotografia.
Con DEVICE, l’Istituto Centrale per la Grafica consolida la propria vocazione come luogo vivo di conservazione, ricerca, sperimentazione e produzione, capace di riattivare il patrimonio storico attraverso gli sguardi e i linguaggi del contemporaneo.
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